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giovedì 11 novembre 2010

GUARDATE! UNO SCANDALO! NON VOLTATEVI!!!


Ci voleva. Ecco cosa risolverà i problemi del patrimonio artistico italiano: sapere che l'1 Novembre 2007, durante l'allora Governo Prodi, vi fu un altro crollo del nostro tesoro storico, precisamente delle Mura Aureliane a Roma nel tratto di viale Pretoriano vicino alla Caritas. La notizia di fondo riguarda il fatto che allora non si chiesero le dimissioni di Francesco Rutelli, Ministro dei Beni Culturali, mentre ora si spinge per la crocefissione politica e pubblica di Sandro Bondi.

Come si può fare per far capire a questi avvoltoi della politica di casa nostra che non ci interessa nulla delle dimissioni di questo o quel Ministro, perchè i danni sono un fenomeno che si protrae negli anni, nei decenni e non da quando il buon Bondi si è insediato sulla poltrona? Bisognerebbe chiedere il patibolo (in senso figurato, ovviamente) per chiunque si è reso partecipe di quello scempio, ultimo tra la moltitudine di scempi cui questa generazione di politici ci ha abituato. Non ci interessano le (presunte) case di Fini a Montecarlo, nè le (presunte) case di Berlusconi, perchè la maggior arte degli italiani non riesce ad arrivare a fine mese o fatica per pagare la rata del mutuo o l'affitto. Ci sono famiglie che non possono pagare gli studi ai figli, costringendo questi possibili talenti a trovare un lavoro per "mandare avanti la baracca". Lasciamo perdere il fatto che poi magari accendendo la televisione vedono un "Trota" a caso guadagnare uno stipendio da assessore.

Se solo questa generazione politica avesse il coraggio di alzarsi dalla poltrona, allungare il naso fuori dai palazzi e guardare il popolo, si renderebbe conto che si sta sbagliando tutto. La domanda è: questa generazione politica è davvero interessata a conoscere la reale situazione degli italiani? Meglio distrarre il popolino con scandali sui rifiuti, scandali sui crolli, scandali sulle abitudini sessuali, scandali sulle case all'estero. Scandali, scandali e scandali. Puntare il dito dalla parte opposta al problema, sperando che nessuno si volti a guardare nella direzione giusta, del baratro.

Siamo in Italia, ancora una volta.

Flavio

martedì 9 novembre 2010

IL "POVERO" CALIFFANO


Sono troppo adirato per permettermi un'introduzione decente.
Pare che Franco Califfano abbia intenzione di avvalersi della Legge n°440 dell'8 Agosto 1985, la cosiddetta Legge Bacchelli, che prevede un vitalizio a quei cittadini che si son distinti nel mondo della cultura, dello spettacolo, dell'arte e dello sport ma che versano in situazioni di indigenza.

Come è possibile che un cantautore del calibro di Franco Califfano si trovi in tale situazione, dopo aver guadagnato svariati miliardi dalla sua attività? Ho cercato in giro per la Rete e non ho trovato particolari risposte, ma ho avuto una sconcertante rivelazione: leggo sul sito www.ansa.it che "I circa DIECIMILA euro a semestre corrisposti dalla SIAE, non gli bastano più" trovandosi un affitto da pagare e non essendo più autosufficiente.
Se la matematica non mi tradisce, DIECIMILA euro a semestre corrispondono a MILLESEICENTO euro al mese.

Ora vorrei dire questo al signor Califfano:
  1. Lei è a conoscenza di persone che non sono autosufficienti e prendono meno della metà della sua pensione dorata?
  2. Lei è a conoscenza del fatto che queste persone hanno magari lavorato una vita portando avanti le sorti di questo Paese molto più di lei, ma che lo Stato riconosce in lei un personaggio che ha fatto bene all'Italia?
  3. Lei è a conoscenza del fatto che potrebbe vivere benissimo con MILLESEICENTO euro al mese, dato che molte persone e famiglie vivono con la metà e, a volte meno, di ciò che lei guadagna stando seduto su una sedia?
  4. Lei vuole spiegare al popolo italiano, che presto si troverà a pagarle un vitalizio, come diavolo ha sperperato i miliardi guadagnati in carriera?
  5. Lei è a conoscenza del fatto che milioni di giovani e meno giovani non arrivano a fine mese perchè guadagnano meno della metà del suo vitalizio SIAE?
  6. Lei è a conoscenza del fatto che esistono case con affitti più bassi e stili di vita che le permetterebbero di arrivare tranquillamente a fine mese grazie ai MILLESEICENTO euro al mese che guadagna senza fare nulla?
Ci sarebbero altre domande da porre al signor Califfano, ma rischierei di essere davvero troppo volgare e arriverei a parlare di cose delle quali, effettivamente non ho sicurezza (donne, automobili e vari altri "beni" che potrebbero averlo aiutato a dilapidare il patrimonio).
Al senatore Pdl Domenico Gramazio, che presenterà la domanda di sussidio al Ministro Bondi, invece vorrei far presente che ci sono milioni di italiani che attendono sussidi e che ogni giorno mandano avanti questo Paese anche se non si tratta di qualche "poeta che ha scritto alcune delle più belle canzoni della musica italiana".

Sono troppo adirato anche per scrivere una buona conclusione.
Buona giornata Popolo Italiano che vive con meno di MILLESEICENTO euro al mese.

Flavio

venerdì 13 agosto 2010

UN MONDIALE NON CAMBIA IL MONDO


Leggo che il Sudafrica è rimasto deluso dal post-Mondiale. Spenti i riflettori si è ritrovato con i vecchi problemi di sempre: debito estero alle stelle, criminalità e povertà. Cosa si aspettava questa Nazione dal mondo? Che magicamente venisse cancellata la crisi perchè ha organizzato un evento sportivo? Che tutti ci mettessimo una mano sul cuore e l'altra sul portafoglio e contribuissimo al suo sviluppo? Spero che non fossero queste le aspettative, perchè sarebbe una delusione personale sapere che ci sia qualcuno di così stupido.
Il Mondiale è stato una vetrina per far conoscere i problemi e le bellezze di questo Paese martoriato da una storia lunga e difficile, dove le differenze sociali sono ancora evidenti e la povertà in costante aumento, come il resto del Continente Nero, ma anche del cosiddetto "Terzo Mondo" e di tutti gli altri "Mondi".
Un evento sportivo, seppur di tale potenza mediatica, non può cambiare la cupidigia del Mondo. Ricordo ancora le promesse cinesi prima dell'Olimpiade 2008, seguite dai massacri di monaci tibetani colpevoli di voler far conoscere a tutti i crimini del "Partner Commerciale" preferito dall'Occidente. La manifestazione è iniziata con il sangue ed è terminata con promesse di maggiore libertà, immediatamente dimenticate il giorno dopo la cerimonia di chiusura.

Quindi, caro Sudafrica, rassegnati. Il mondo non cambierà nonostante lo sport, la tua condizione, i tuoi debiti, le tue malattie, la tua criminalità, non scompariranno, perchè alle grandi potenze conviene che l'Africa rimanga nella situazione attuale per poter sfruttare al massimo la sua enorme energia e ricchezza.
Adesso torna a sognare, se vuoi, ma il risveglio sarà sempre amaro.

Flavio