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domenica 15 agosto 2010

A PROPOSITO DI BARACK H. OBAMA


Oggi vorrei vedere le facce di tutti quelli che hanno osannato l'arrivo di Barack Hussein Obama alla Casa Bianca.
Non critico la sua presidenza, lui sta facendo solamente il suo lavoro, ma onestamente, quanti credevano in un cambiamento totale, in una rotta diversa degli Stati Uniti nei riguardi della politica internazionale? Quanti, appena hanno visto l'uomo di colore che sedeva sulla poltrona più potente del mondo, hanno messo senza indugi i loro destini e le loro speranze nelle sue mani? Quanti hanno esultato vedendogli conferito il primo Nobel per la Pace motivato da "Quello che potrà fare"?
Vorrei vedere le facce di queste persone, come avrei voluto essere al loro fianco, quando, appena ritirato il Premio ha annunciato l'invio di 30.000 giovani americani nell'inferno afgano, perchè "Si Vis Pacem Para Bellum", se vuoi la pace prepara la guerra, insomma non parole degne di Ghandi, del Dalai Lama e Madre Teresa. Parole da Presidente degli Stati Uniti d'America, le uniche che avrebbe potuto pronunciare da quel gradino.

Siamo di fronte al più grande esempio di stupidità umana. Diciamoci la verità, le speranze non le ha riposte nessuno nel politico Obama, ma nel colore della sua pelle. Ciò è grave, ma soprattutto triste. Triste che l'Umanità abbia un bisogno di speranza tale da dover riporre le proprie speranze in un colore, in un tasso di melanina più elevato. Ancora più triste è vedere lo sconforto della delusione sui volti di chi, ancora una volta, ha riposto le speranze nell'idea sbagliata.
Voglio rivolgermi a quelli che, per partito preso, difenderanno ancora Mr. Obama e la sua politica nell'interesse degli Stati Uniti: Sorpresa, siete stati fregati! Bush è stato forse il peggior Presidente della Storia dopo Nixon, ma Obama non ascolterà i vostri appelli e le vostre speranze sono state riposte nuovamente nella persona sbagliata, nel momento sbagliato per le ragioni sbagliate.

Tengo a precisare che questa non è una critica alla politica di Obama, anche se mi sarei aspettato una restituzione del Nobel, ma semplicemente una visione dello stato delle cose. Obama è il Presidente degli Stati Uniti d'America, quindi agisce totalmente nell'interesse della sua Nazione. Come è giusto che sia. Sotto molti aspetti, la riforma della sanità pubblica in primis, mi trovo d'accordo sulla politica di quest'uomo, di questo politico, ma niente fiducia sul bene che può fare al mondo.

Flavio

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